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 Il Museo di San Cono 


 
 
Nella piazza principale, in prossimità del Seggio, si trova il Museo di san Cono. Si tratta di una piccola struttura ma piena e fornita di ogni materiale necessario per conoscere la storia del Santo protettore di Teggiano. La struttura è curata dal Comitato feste di San Cono ed è aperta il sabato e la domenica dalle ore 9.00 alle ore 19.00

   

La Festa in onore di San Cono  
3 Giugno - Festa patronale, morte di San Cono.
2° Domenica di Agosto - Pellegrinaggio a S. Maria di Cadossa.
27 Settembre - Si ricorda il periodo trascorso presso il monastero.
Si ricorda la traslazione delle ossa da Cadossa a Teggiano.
17 Dicembre - Si ricorda lo scampato pericolo dal terremoto del 1857.

Per Informazioni rivolgersi al comitato feste:

don. Giuseppe Puppo
don. Andrea La Regina
Biagio Gangone
Cono Di Sarli
Dario Casella


 
 

   

La Storia  
Cono nacque a Teggiano, in provincia di Salerno (cittadina allora denominata Diano), verso la fine del 1100, periodo impegnativo per la Chiesa coinvolta nelle lotte per le investiture e le crociate per la liberazione del Santo Sepolcro.La storia e le tradizioni hanno tramandato molto poco dei genitori; il padre probabilmente apparteneva alla facoltosa famiglia degli Indelli (o Mannelli o De Indella) e la madre si chiamava Igniva.
Poiché sterili, ed essendo ormai in avanzata età, non avevano goduto della gioia del sorriso di un bambino.Ma Igniva ebbe, secondo la tradizione, una visione che fu interpretata (sembra da un sacerdote del luogo) come presagio alla concezione di un figlio, che avrebbe reso illustri sia la famiglia che l'intero paese.E come predetto dopo alcuni mesi nacque un bambino al quale venne imposto il nome di Cono.

 
 

   

L'infanzia e la giovinezza.  
L'infanzia di Cono trascorse in un ambiente familiare pieno di attenzioni e spirito religioso sia della famiglia che delle tradizioni cittadine.Teggiano, infatti, ricca di testimonianze religiose non tardò a manifestare la sua influenza sul giovane che iniziò a frequentare la chiesa dei Padri Celestini, l'Annunziata. Ricevé successivamente l' Ordine dell'accolitato con il proposito di restare nel mondo ma consacrato al servizio di Dio.
Ma quest'impegno era soltanto l'inizio di una dedizione sempre più totale.

 
 

   

Il Monastero di Cadossa  
Per meglio dedicarsi alla preghiera e distogliersi dalle attrazioni terrene, all'insaputa dei genitori si recò presso il Monastero benedettino di Santa Maria di Cadossa che sorgeva a Montesano.L'abate del monastero, padre Costa, cercò di distoglierlo dal suo intento vista la sua giovane età, ma le insistenze di Cono lo costrinsero ad accoglierlo nel loro mondo di preghiera.I genitori lo cercarono a lungo e, infine, si recarono a Cadossa dove trovarono il giovane Cono che pregava e studiava diligentemente. Per evitare di essere tolto da quel luogo di meditazione e preghiera che tanto lo attraeva, Cono cercò un nascondiglio e si rifugiò in un forno preparato dai monaci per la cottura del pane.
 
 

   

Il Forno  
Ma le fiamme di tale forno non arrecarono al giovane alcun danno e di fronte a tale evento soprannaturale non poterono che accettare la volontà superiore e lasciarlo alla pace del monastero.Il noviziato proseguì esemplare e iniziato allo studio, si perfezionò nella Grammatica e nella Logica, sotto la guida di padre Modesto. Tali attività erano affiancate anche da ore di duro lavoro nell'orto e al servizio degli altri fratelli del monastero; tutto nell'ottica dello studio e del lavoro alla base dell'etica benedettina.
 
 

   

La Giovane Scomparsa  
Verso i 18 anni Cono era già un esempio per i propri confratelli e la tradizione narra che la sera del 2 giugno una luce improvvisa nel refettorio di Cadossa gli annunciò la chiamata a Dio. Nella notte stessa cessò la sua vita mortale.La sua umiltà, il suo candore, la sua completa dedizione a Dio e ai fratelli continuarono oltre la sua morte tanto che nacque una contesa sul possesso dei suoi resti mortali tra Teggiano e Padula. Si decise di lasciare la scelta a una coppia di buoi che trasportarono senza indugio i suoi resti a Teggiano (27 Settembre 1261)
 
 

   

La Sanità  
Molti segni divini, narra la tradizione, portarono alla definitiva consacrazione nel cuore dei teggianesi della santità di Cono che venne proclamata solennemente il 27 Aprile del 1871. Un processo straordinario, regolato dalla costituzione di Urbano VIII, portò alla proclamazione sotto Pio IX.I resti mortali di San Cono furono inizialmente posti nella chiesa dei Padri celestini e in seguito nella chiesa della Santissima Annunziata e quindi nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
 
 
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